martedì 15 ottobre 2013

I sette cuori di Leo

Avevo scritto questo racconto tempo fa per un piccolo concorso. L'ho rispolverato stasera, per salutare la nostra dolce, tenera Penny......... vola felice tesoro. Lasci tanto dolore.......



"Ogni anima che si incarna sulla Terra ha uno scopo che deve portare a termine. Non sempre è subito palese, a volte il percorso si dipana per tutta la vita e si comprende il proprio compito solo alla fine. In questo caso, invece, tutto è stato chiaro dall’inizio.

In una notte d’inverno di due anni fa, in un paesino alle porte di Roma, viene trovato un batuffolo rosso in un cespuglio. Sta male, si pensa che non ce la farà. Ha bisogno di una trasfusione, che arriva prontamente. Nerone, un micio amico, si presta a donare il suo sangue per salvarlo.  Il micino rosso si riprende, guarisce, diventa sempre più bello ad ogni giorno che passa. La volontaria che lo aveva trovato e curato tenta più volte di darlo in adozione, ma, ogni volta che qualcuno si presenta per conoscerlo, Leo ( è questo il suo nome) fa di tutto per rimanere con lei. E’ un micio deciso, sa che da lì non deve andare via. Con il passare dei giorni, si accorge che nella casa dove abita ci sono sempre degli strani movimenti: gatti che vanno e vengono, molti arrivano stanchi, ammalati, affamati. Molti li vede andare via in forma, giocosi, allegri, altri invece escono di casa in una scatola, immobili. Spesso sente la sua umana disperata, angosciata, lei gli parla di tutti i mici abbandonati che vede per strada, delle scelte che deve fare ogni volta su chi salvare: sono troppi, la sua casa è piccola e lei è da sola. A volte la vede piangere, pensando a tutte quelle creature che non riesce a salvare. E’ un micio riflessivo Leo e vuole ripagare la sua mamma per avergli donato la vita una seconda volta. Pensa Leo, pensa tanto, finché finalmente l’idea! Una notte, mentre l’umana dorme, le miagola all’orecchio tutte le istruzioni. La mattina dopo lei si mette all’opera: entro l’estate dovrà preparare un piccolo Giardino, un’oasi, un luogo dove accogliere tanti mici abbandonati, maltrattati, disperati, per il tempo necessario per rimetterli in sesto e per donare loro un’occasione di felicità con degli umani amorevoli.

Ma certi progetti così importanti non si possono fare da soli, e questo il nostro batuffolo rosso, che intanto è diventato un meraviglioso gattone, lo sa benissimo. Deve organizzare una comunità, un gruppo di persone che aiutino la sua umana, non solo a costruire l’oasi, ma anche a trovar casa ai suoi amici, ad accompagnarli dalle loro famiglie. Non è facile per un micio, ma lui continua, tutte le notti, a miagolare consigli.

Tanti bipedi stanno già aiutando la sua mamma, ma ognuno di loro lo fa da solo, sentendosi piccolo e impotente dietro ad uno schermo, spesso a centinaia di chilometri di distanza. E’ interdetto Leo, lui di tecnologia, social network e e-mail non è che ne capisca molto, l’unico motivo per cui pensa che esistano i computer è il caldino che danno d’inverno quando ci si sdraia sopra. Ma quando sul percorso di un’anima arriva un ostacolo che sembra insormontabile, l’esistenza ogni tanto ci mette uno zampino per cercare di rimettere a posto le cose e farle ricominciare a fluire. E così, l’aiuto arriva, impersonato da un’amica della sua mamma, che all’improvviso si accorge che non è l’unica a mettere in rete gli appelli dei mici di quel paesino. E’ curiosa come un gatto questa donna, per cui, con un po’ di sfacciataggine, comincia a parlare con quelle persone, a farsi conoscere, a diventare amica di tanti che, come lei, hanno lo stesso amore per gli amici di Leo, la stessa voglia di aiutarli, anche se sparsi in tutti gli angoli di Italia. Un po’ alla volta si cominciano a superare le ritrosie, alcune conoscenze si fanno più profonde, più intime, malgrado queste persone non si siano mai viste in faccia.

Tante volte ci si sente dire che le conoscenze virtuali siano fallaci, caduche, ma quando alla base ci sono dei sentimenti, delle emozioni ed un progetto, la forza di queste amicizie  a volte diventa più forte di tanti altri rapporti  in cui magari ci si incontra tutti i giorni al bar, ma non ci sono argomenti comuni.

Si forma un gruppo, con un nucleo di sette persone, forte, tenace, pieno di entusiasmo, di emozioni da dare.

Se volessimo andare a fare un giro nell’esoterismo, troveremmo che il sette è un  numero magico, rappresenta la globalità, l’equilibrio perfetto, la dinamicità. E in effetti, questo sono queste donne, piene di inventiva, di energia, di armonia e di amore per  gli amici di Leo. Malgrado spesso li vedano solo in foto, si affezionano ad ognuno di loro, vanno in ansia quando sanno che stanno male, si disperano quando uno di loro non ce la fa, esultano quando, finalmente, uno di loro trova casa invidiando la fortunata di turno che li staffetterà per portarli a casa, riuscendo finalmente a conoscerli direttamente.

Trascorre un anno, Leo è contento, vede la sua mamma, attorniata dalle sue amiche a distanza,  se non più tranquilla almeno più sicura. Ma ancora manca qualcosa: ha un tarlino nella testa, una sua amica dell’oasi sta lì da troppo tempo, e a lui questa cosa proprio non va giù. Deve trovare il modo per farla andare via. Arriva un nuovo inverno e finalmente l’occasione: una delle sette va a trovarlo. Ce la mette tutta, le miagola tante cose, fa in modo che la visita al Giardino diventi un’esperienza che tutte vogliano sperimentare. Poi aspetta, lo sa che alla fine ce la farà. Non le ha mai viste, ma conosce bene le sue schiave.

E l’occasione arriva: come tante bambine attratte dalle vetrine delle caramelle, peggio di Ulisse e le Sirene, il richiamo del Giardino e di quei mici per le sette donne è troppo forte. Si organizzano, malgrado le difficoltà che la vita di tutti i giorni e la distanza pongono. Si ritrovano, finalmente in carne, ossa e commozione, stupendosi della familiarità tangibile tra di loro. Riunite avvertono un senso di completezza che le rafforza ancora di più. Il viaggio, malgrado i chilometri macinati, sembra duri un attimo tante sono le cose da raccontarsi, da condividere. Arrivano, davanti a loro c’è lui, Leo, con la sua umana che in un’altra vita deve essere stata una gatta, stessi occhi, stesso sguardo. Il nostro rossone si tiene in disparte, il suo piano prevede che la protagonista della giornata sia lei, Penny, le attenzioni devono essere totalmente per la sua amica. Lui l’ha preparata per bene, le ha spiegato per filo e per segno cosa deve fare. E la nostra ragattina, tricolore e ben decisa, mette in piazza tutte le sue armi di seduzione. In pochi minuti le ha tutte ai suoi piedi, le irretisce con la sua dolcezza, le distrugge di coccole. E le piccole, emozionate donne perdono completamente la ragione. In lacrime giurano che a costo della loro reputazione, troveranno casa a questa piccola seduttrice. Leo le sente parlare, sorride sornione sotto i baffi, manca poco al compimento del suo progetto…. Le “Giardiniere” ripartono, non senza essersi caricate di sei anime da portare alle loro nuove case, due di loro meditano anche di “rapirne” un paio durante il viaggio: sapete, tenere in braccio questi corpicini fusosi per seicento chilometri un po’ di effetto fa…. ma desistono lasciandoli tra le braccia amorevoli delle nuove famiglie. Tornate a casa, la malinconia ha il sopravvento, ma hanno un compito: trovare a Penny un luogo dove essere al sicuro, curata e accudita come mai è stata. Riempiono la rete delle sue foto, dei turbamenti che questa splendida micia ha provocato in loro. E ce la fanno. L’unica del gruppo a non essere andata con loro si offre per ospitarla finchè non si trovi l’adozione perfetta. Penny parte, per lei finalmente si apre la porta di una vera “casa”. E’ finita l’attesa, la paura e il malessere. Viene accompagnata in pompa magna fino a Genova e mentre lei viaggia tranquilla, in tutta Italia si celebra la sua salvezza. Se si fossero sparati i fuochi d’artificio l’avvenimento non avrebbe avuto nulla da invidiare allo scioglimento del sangue di San Gennaro a Napoli. E’ soddisfatto Leo, la sua amica un po’ gli manca, ma sa che a volte, la felicità comporta un po’ di sacrificio. Non ha ancora terminato il suo compito, è giovane e sa che ancora di progetti da portare a termine attraverso queste sciocche umane ne ha molti, deve solo decidere quale sarà il prossimo. E noi siamo qui, in attesa di sapere come ancora potremo servirlo, felici ed entusiaste di farlo, tutte insieme, e magari sempre un po’ di più, finchè vita non ci separi per molto, moltissimo tempo……."

Poco tempo dopo Penny è stata adottata da una delle sette. Quella che, in lacrime, il 19 Giugno del 2011 le aveva giurato che sarebbe tornata a prenderla. Mantenne la promessa e le ha regalato due anni di amore totale..... quello che si dà al micio della propria vita. Un amore che dura per sempre, al di là del tempo e dello spazio. Stasera Penny è volata via. In braccio alla sua mamma. Il suo calore rimarrà per sempre tra quelle braccia........ Lorena, ti vogliamo bene.
By Gra

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